{"id":14611,"date":"2014-03-28T17:04:46","date_gmt":"2014-03-28T17:04:46","guid":{"rendered":"http:\/\/demo.qodeinteractive.com\/bridge\/?page_id=14579"},"modified":"2018-08-08T09:17:07","modified_gmt":"2018-08-08T07:17:07","slug":"la-storia","status":"publish","type":"page","link":"https:\/\/madonnadellaneveadro.it\/home\/la-storia\/","title":{"rendered":"La storia"},"content":{"rendered":"<p>[vc_row css_animation=&#8221;&#8221; row_type=&#8221;row&#8221; use_row_as_full_screen_section=&#8221;no&#8221; type=&#8221;grid&#8221; angled_section=&#8221;no&#8221; text_align=&#8221;left&#8221; background_image_as_pattern=&#8221;without_pattern&#8221; background_color=&#8221;#ffffff&#8221; padding_top=&#8221;77&#8243; padding_bottom=&#8221;48&#8243;][vc_column width=&#8221;1\/3&#8243;][vc_row_inner row_type=&#8221;row&#8221; type=&#8221;full_width&#8221; text_align=&#8221;right&#8221; css_animation=&#8221;&#8221;][vc_column_inner][vc_single_image image=&#8221;14994&#8243; img_size=&#8221;full&#8221; alignment=&#8221;center&#8221; style=&#8221;vc_box_shadow_border_circle_2&#8243; qode_css_animation=&#8221;element_from_left&#8221; transition_delay=&#8221;0.3&#8243;][vc_separator type=&#8221;transparent&#8221; up=&#8221;21&#8243; down=&#8221;0&#8243;][\/vc_column_inner][\/vc_row_inner][\/vc_column][vc_column width=&#8221;2\/3&#8243;][vc_separator type=&#8221;transparent&#8221; up=&#8221;12&#8243; down=&#8221;0&#8243;][vc_column_text]<\/p>\n<h2 style=\"text-align: left;\">L&#8217;apparizione<\/h2>\n<p>[\/vc_column_text][vc_separator type=&#8221;small&#8221; position=&#8221;left&#8221; up=&#8221;7&#8243; down=&#8221;38&#8243;][vc_column_text]<\/p>\n<p class=\"p1\"><span class=\"s1\">Tutto ebbe inizio il venerd\u00ec 8 luglio 1519, quando un pastorello sordomuto di Adro di nome Gian Battista Baioni, figlio di Martino, se ne tornava in paese raccontando dell\u2019incontro con una misteriosa Signora vestita di bianco che gli aveva affidato un messaggio per la sua gente.<\/span><\/p>\n<p class=\"p1\"><span class=\"s1\">L\u2019evento era accaduto in una localit\u00e0 chiamata \u00abLa Cava\u00bb per l\u2019abbondante presenza di sabbia, in territorio di Adro, ma allora confinante con Nigoline e Torbiato, a un chilometro e mezzo dalla chiesa parrocchiale. Il posto era chiamato anche \u00abOneto\u00bb per la lussureggiante e fitta vegetazione di ontani e l\u2019abbondanza di acque sorgive.<\/span><\/p>\n<p class=\"p1\"><span class=\"s1\">La testimonianza pi\u00f9 significativa che descrive il fatto dell\u2019apparizione si trova in una lettera inviata da Venezia il 3 ottobre 1772 al custode del Santuario. Un documento desunto da un libro molto antico, che si rif\u00e0 a \u00ab<i>esatti processi<\/i>\u00bb anteriori.<\/span><\/p>\n<p>.[\/vc_column_text][vc_separator type=&#8221;transparent&#8221; up=&#8221;41&#8243; down=&#8221;0&#8243;]<a  itemprop=\"url\" href=\"http:\/\/madonnadellaneveadro.it\/apparizione\/\" target=\"_self\"  class=\"qbutton  default\" style=\"\">Scopri di pi\u00f9<\/a>[\/vc_column][\/vc_row][vc_row css_animation=&#8221;&#8221; row_type=&#8221;row&#8221; use_row_as_full_screen_section=&#8221;no&#8221; type=&#8221;full_width&#8221; anchor=&#8221;gallery&#8221; angled_section=&#8221;no&#8221; text_align=&#8221;left&#8221; background_image_as_pattern=&#8221;without_pattern&#8221;][vc_column][vc_gallery type=&#8221;image_grid&#8221; images=&#8221;14994,14981,14897,15209&#8243; img_size=&#8221;600&#215;600&#8243; column_number=&#8221;4&#8243; grayscale=&#8221;yes&#8221; images_space=&#8221;gallery_without_space&#8221;][\/vc_column][\/vc_row][vc_row css_animation=&#8221;&#8221; row_type=&#8221;row&#8221; use_row_as_full_screen_section=&#8221;no&#8221; type=&#8221;grid&#8221; angled_section=&#8221;no&#8221; text_align=&#8221;left&#8221; background_image_as_pattern=&#8221;without_pattern&#8221; background_color=&#8221;#ffffff&#8221; padding_top=&#8221;77&#8243; padding_bottom=&#8221;48&#8243;][vc_column width=&#8221;2\/3&#8243;][vc_separator type=&#8221;transparent&#8221; up=&#8221;12&#8243; down=&#8221;0&#8243;][vc_column_text]<\/p>\n<h2 style=\"text-align: left;\">Il Santuario primitivo<\/h2>\n<p>[\/vc_column_text][vc_separator type=&#8221;small&#8221; position=&#8221;left&#8221; up=&#8221;7&#8243; down=&#8221;38&#8243;][vc_column_text]Gli abitanti di Adro subito diedero credito al pastorello recante il messaggio della Madonna. Era nota a tutti, infatti, la disabilit\u00e0 del ragazzo, che adesso parlava e sentiva correttamente. La lingua \u00abmaterna\u00bb l\u2019aveva imparata direttamente dalle labbra di Maria!<\/p>\n<p>Immediatamente deliberarono per la costruzione del Santuario voluto dalla Madonna, proprio nel luogo dove lei era apparsa. Nel 1520, un anno dopo l\u2019apparizione, la chiesetta era gi\u00e0 una realt\u00e0.<\/p>\n<p>Il decreto del 19 dicembre del 1520 redatto dal rev. Francesco de Caperoni concede il giuspatronato sulla chiesa e il diritto di nomina e di presentazione del rettore alla Curia per l\u2019investitura canonica della chiesa stessa e del beneficio semplice annesso. Tale diritto \u00e8 riaffermato nelle bolle di investitura a rettore di don Filippo Marzoli (1553) e di don Francesco Pontoglio (1611).<\/p>\n<p>La chiesetta era rivolta a notte. Tre finestre davano la luce: due alle pareti laterali e una, un poco pi\u00f9 in alto, sulla porta centrale. Questa porta si apriva su un piccolo spiazzo, mentre una seconda a sinistra dava sulla strada comunale. Due stemmi della Comunit\u00e0 di Adro campeggiavano nella chiesa: \u00abuno nel coro e l\u2019altro sulla porta grande in fondo della chiesa\u00bb ben visibili fino ai primi decenni del \u2018700. C\u2019erano anche tre altari: il maggiore e due ai lati dell\u2019unica navata. Addossati a destra del coro c\u2019erano: la piccola sagrestia, il campanile e la stanza dell\u2019eremita, addetto alla custodia della chiesa.<\/p>\n<p>Il card. Durante Duranti, vescovo di Brescia (1552-1558), concessee l\u2019indulgenza di 100 giorni per ogni visita al Santuario. Il decreto dell\u2019indulgenza, come attesta il capomastro Andrea Porta era scritto \u00absopra le due nicchie laterali\u00bb della chiesa che vennero coperte con calce, come i due stemmi della Comunit\u00e0 di Adro, per ordine del rettore don Francesco Zini (1711-1722). Non si parla dell\u2019apparizione, ma la concessione dell\u2019indulgenza rileva l\u2019importanza ben presto assunta dal piccolo Oratorio.[\/vc_column_text][vc_separator type=&#8221;transparent&#8221; up=&#8221;41&#8243; down=&#8221;0&#8243;][\/vc_column][vc_column width=&#8221;1\/3&#8243;][vc_row_inner row_type=&#8221;row&#8221; type=&#8221;full_width&#8221; text_align=&#8221;right&#8221; css_animation=&#8221;&#8221;][vc_column_inner][vc_empty_space height=&#8221;150px&#8221;][vc_single_image image=&#8221;15005&#8243; img_size=&#8221;full&#8221; alignment=&#8221;center&#8221; style=&#8221;vc_box_shadow_border_circle_2&#8243; qode_css_animation=&#8221;element_from_left&#8221; transition_delay=&#8221;0.3&#8243;][vc_separator type=&#8221;transparent&#8221; up=&#8221;21&#8243; down=&#8221;0&#8243;][\/vc_column_inner][\/vc_row_inner][\/vc_column][\/vc_row][vc_row css_animation=&#8221;&#8221; row_type=&#8221;row&#8221; use_row_as_full_screen_section=&#8221;no&#8221; type=&#8221;full_width&#8221; angled_section=&#8221;no&#8221; text_align=&#8221;left&#8221; background_image_as_pattern=&#8221;without_pattern&#8221; background_color=&#8221;#ffffff&#8221; border_color=&#8221;#ffffff&#8221; z_index=&#8221;&#8221;][vc_column][vc_empty_space height=&#8221;42px&#8221;][\/vc_column][\/vc_row][vc_row css_animation=&#8221;&#8221; row_type=&#8221;row&#8221; use_row_as_full_screen_section=&#8221;no&#8221; type=&#8221;grid&#8221; angled_section=&#8221;no&#8221; text_align=&#8221;center&#8221; background_image_as_pattern=&#8221;without_pattern&#8221; z_index=&#8221;&#8221;][vc_column width=&#8221;1\/3&#8243; css=&#8221;.vc_custom_1533073934657{margin-right: 10px !important;background-color: #39557c !important;}&#8221;][vc_column_text]<\/p>\n<h2 style=\"text-align: center;\"><span style=\"color: #ffffff;\">Le visite pastorali<\/span><\/h2>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><span style=\"color: #ffffff;\">Tra il 1520 e 1809 il rettore \u00e8 scelto dalla comunit\u00e0 civile di Adro, \u00e8 indipendente dalla parrocchia e gode il beneficio annesso al Santuario. Alla morte del rettore veniva inviato dal Vescovo il vicario economo fino all\u2019elezione del nuovo rettore. Accanto al rettore c\u2019era la figura di una sacrestano-custode, detto \u00abromito\u00bb.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><span style=\"color: #ffffff;\">Il 6 ottobre 1580 S. Carlo Borromeo, in occasione della visita pastorale alla diocesi di Brescia, pass\u00f2 anche per Adro, recandosi nelle numerose chiesette del paese e lasciando alcune prescrizioni anche per la Madonna della Neve.<\/span><\/p>\n<p>[\/vc_column_text][vc_empty_space]<a  itemprop=\"url\" href=\"http:\/\/madonnadellaneveadro.it\/le-visite-pastorali\/\" target=\"_self\" data-hover-background-color=#ffffff data-hover-color=#36527d class=\"qbutton  default\" style=\"background-color: #ffffff;\">Scopri di pi\u00f9<\/a>[vc_empty_space][\/vc_column][vc_column width=&#8221;1\/3&#8243; css=&#8221;.vc_custom_1533257637950{margin-left: 10px !important;background-color: #39557c !important;}&#8221;][vc_column_text]<\/p>\n<h2 style=\"text-align: center;\"><span style=\"color: #ffffff;\">Il messaggio<\/span><\/h2>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><span style=\"color: #ffffff;\">In un\u2019epoca assai tribolata la Madonna della Cava ha lasciato un messaggio di consolazione e insieme un compito da svolgere. Il bambino sordomuto, pienamente guarito, lo adempie riportando la parola di Maria che invita a edificare una chiesa, a santificare la festa e a rispettare il nome santo di Dio. Sembra di sentire risuonare l\u2019inizio del Decalogo, quello che indica i doveri verso Dio; ma il pensiero di Maria evidentemente va oltre, quando chiede di \u00abmutare la vita in bene vivere\u00bb.<\/span>[\/vc_column_text][vc_empty_space height=&#8221;86px&#8221;]<a  itemprop=\"url\" href=\"http:\/\/madonnadellaneveadro.it\/il-messaggio\/\" target=\"_self\" data-hover-background-color=#ffffff data-hover-color=#36527d class=\"qbutton  default\" style=\"background-color: #ffffff;\">Scopri di pi\u00f9<\/a>[vc_empty_space height=&#8221;30px&#8221;][\/vc_column][vc_column width=&#8221;1\/3&#8243; css=&#8221;.vc_custom_1533257646319{background-color: #39557c !important;}&#8221;][vc_column_text]<\/p>\n<h2 style=\"text-align: center;\"><span style=\"color: #ffffff;\">I nuovi custodi: i Carmelitani Scalzi<\/span><\/h2>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><span style=\"color: #ffffff;\">Tra il 1809 e il 1911 alla Madonna della Neve officiava un rettore scelto dalla fabbriceria parrocchiale e la chiesa era considerata succursale della parrocchia. L\u2019ultimo rettore fu don Giacomo Giuliani, di Brozzo.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #ffffff;\">Il 1912 segna una tappa importante. Il Santuario \u00e8 stato affidato ai Carmelitani Scalzi della Provincia Veneta. Accanto al santuario costruirono il convento e una casa per i giovani seminaristi dell\u2019Ordine religioso, chiamati ben presto \u00abfratini\u00bb, per la tonaca che indossavano durante le celebrazioni liturgiche.<\/span><br \/>\n[\/vc_column_text][vc_empty_space height=&#8221;62px&#8221;]<a  itemprop=\"url\" href=\"http:\/\/madonnadellaneveadro.it\/i-nuovi-custodi\/\" target=\"_self\" data-hover-background-color=#ffffff data-hover-color=#36527d class=\"qbutton  default\" style=\"background-color: #ffffff;\">Scopri di pi\u00f9<\/a>[vc_empty_space height=&#8221;30px&#8221;][\/vc_column][\/vc_row][vc_row css_animation=&#8221;&#8221; row_type=&#8221;row&#8221; use_row_as_full_screen_section=&#8221;no&#8221; type=&#8221;full_width&#8221; angled_section=&#8221;no&#8221; text_align=&#8221;left&#8221; background_image_as_pattern=&#8221;without_pattern&#8221; css=&#8221;.vc_custom_1533255976906{background-color: #ffffff !important;}&#8221; z_index=&#8221;&#8221;][vc_column][vc_empty_space height=&#8221;12px&#8221;][\/vc_column][\/vc_row][vc_row css_animation=&#8221;&#8221; row_type=&#8221;row&#8221; use_row_as_full_screen_section=&#8221;no&#8221; type=&#8221;grid&#8221; anchor=&#8221;testimonials&#8221; angled_section=&#8221;no&#8221; text_align=&#8221;left&#8221; background_image_as_pattern=&#8221;without_pattern&#8221; padding_top=&#8221;52&#8243; padding_bottom=&#8221;55&#8243;][vc_column][vc_column_text]<\/p>\n<h2 style=\"text-align: center;\">Il nuovo santuario<\/h2>\n<p>[\/vc_column_text][vc_separator type=&#8221;small&#8221; position=&#8221;center&#8221; up=&#8221;7&#8243; down=&#8221;34&#8243;][vc_column_text]Gli interventi di manutenzione di inizio XVIII secolo si rivelarono inadeguati, dal momento che il flusso dei pellegrini aumentava e la chiesa si dimostrava troppo piccola. Il piccolo Santuario dur\u00f2 fino al 1750 circa, quando la comunit\u00e0 di Adro decise di demolirlo per far posto all\u2019attuale.<\/p>\n<p>La delibera del Consiglio del 26 dicembre 1752 propose di eleggere per deputati alla fabbrica della nuova chiesa il rev. don Giacomo Cozzandi e il sig. Lorenzo Adami. Il rettore don Stefano Raineri rivolse la domanda al vescovo di Brescia, card. Angelo M. Querini, al quale consegn\u00f2 pure una riproduzione del quadro dell\u2019Apparizione. La Curia permise l\u2019erezione del Santuario e concesse di lavorare nei giorni festivi do\u00adpo le sacre funzioni.<\/p>\n<p>Si iniziarono i lavori con la collaborazione entusiasta del popolo.<\/p>\n<p>La comunit\u00e0 di Adro e il rettore Raineri scelsero l\u2019architetto Gaspare Turbini (1728-1802) per il progetto del nuovo Santuario. Grazie a lui il tempietto del 1520 cedette il posto a un capolavoro d\u2019arte. Adro potr\u00e0 nei secoli essere fiera di possedere nel suo territorio un santuario elegante, armonioso, completo.<\/p>\n<p>Va ricordato anche il munifico benefattore che con larghezza di mezzi rese possibile la costruzione: il nobile Conte Terzi Lana Guerrero Maria di Colombaro.<\/p>\n<p>Don Stefano Raineri, l\u2019infaticabile propugnatore della nuova chiesa, ebbe solo il conforto di vedere gli inizi dei lavori: mor\u00ec, infatti nel 1761, dopo 28 anni di fedele e devoto servizio alla Madonna della Neve.<\/p>\n<p>I lavori proseguirono rapidamente e il tempio fu completato verso il 1776.<\/p>\n<p>Il Turbini ha creato il suo capolavoro infondendovi la luce del genio e il calore della piet\u00e0; entrando nella chiesa si avverte di colpo la strettissima unione di questi due aspetti. All\u2019ammirazione per l\u2019arte si lega il senso di mistero che invita al raccoglimento dello spirito.<\/p>\n<p>La costruzione \u00e8 a pianta centrale con la cupola ottagonale illuminata da otto finestre, sorretta da due vele che si aprono ai fianchi e scendono alle due cappelle laterali di S. Carlo Borromeo e di S. Francesco di Paola.<\/p>\n<p>Sotto la grande cupola, sulla cui sommit\u00e0 \u00e8 dipinta la colomba simbolo dello Spirito Santo, vi sono gli affreschi che fanno rivivere quattro profeti \u00abcantori di Maria\u00bb, mentre sotto le altre due cupolette sono dipinte le allegorie di alcune virt\u00f9.<\/p>\n<p>Dal vano chiesa si aprono quattro porte. Quelle di sinistra immettono nella sacrestia e in un locale di servizio; quelle di destra comunicano con le due entrate laterali del Santuario e con la cantoria. Da queste quattro porte si accede anche a quattro scale a chiocciola addossate ai quattro corpi che sorreggono la cupola.<\/p>\n<p>Non si sa come fosse il pavimento primitivo, nel 1851 se ne fece uno in cotto.[\/vc_column_text][vc_empty_space]<blockquote class=' with_quote_icon' style='background-color: #36527d;'><i class='fa fa-quote-right' style=''><\/i><h5 class='blockquote-text' style='color: #ffffff;'>Il disegno primitivo del Santuario escludeva il pulpito, la cantoria e i confessionali, poich\u00e9 erano vietate funzioni religiose, eccetto quelle stabilite tra il rettore e l\u2019arciprete di Adro. Quando, nel 1808, il Santuario pass\u00f2 dalla propriet\u00e0 del Comune a quella della fabbriceria della parrocchia come \u00abchiesa sussidiaria\u00bb, cessarono gli impedimenti e anche la Madonna della Neve fu dotata di pulpito e cantoria. Non sono stati trovati i documenti giuridici del passaggio, forse le precarie finanze del Comune e le continue necessit\u00e0 di manutenzione del Santuario consigliarono questa cessione.<\/h5><\/blockquote>[\/vc_column][\/vc_row]<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>[vc_row css_animation=&#8221;&#8221; row_type=&#8221;row&#8221; use_row_as_full_screen_section=&#8221;no&#8221; type=&#8221;grid&#8221; angled_section=&#8221;no&#8221; text_align=&#8221;left&#8221; background_image_as_pattern=&#8221;without_pattern&#8221; background_color=&#8221;#ffffff&#8221; padding_top=&#8221;77&#8243; padding_bottom=&#8221;48&#8243;][vc_column width=&#8221;1\/3&#8243;][vc_row_inner row_type=&#8221;row&#8221; type=&#8221;full_width&#8221; text_align=&#8221;right&#8221; css_animation=&#8221;&#8221;][vc_column_inner][vc_single_image image=&#8221;14994&#8243; img_size=&#8221;full&#8221; alignment=&#8221;center&#8221; style=&#8221;vc_box_shadow_border_circle_2&#8243; qode_css_animation=&#8221;element_from_left&#8221; transition_delay=&#8221;0.3&#8243;][vc_separator type=&#8221;transparent&#8221; up=&#8221;21&#8243; down=&#8221;0&#8243;][\/vc_column_inner][\/vc_row_inner][\/vc_column][vc_column width=&#8221;2\/3&#8243;][vc_separator type=&#8221;transparent&#8221; up=&#8221;12&#8243; down=&#8221;0&#8243;][vc_column_text] L&#8217;apparizione [\/vc_column_text][vc_separator type=&#8221;small&#8221; position=&#8221;left&#8221; up=&#8221;7&#8243; down=&#8221;38&#8243;][vc_column_text] Tutto ebbe inizio il venerd\u00ec 8 luglio 1519, quando un&#8230;<\/p>\n","protected":false},"author":12,"featured_media":0,"parent":0,"menu_order":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","template":"full_width.php","meta":{"footnotes":""},"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/madonnadellaneveadro.it\/home\/wp-json\/wp\/v2\/pages\/14611"}],"collection":[{"href":"https:\/\/madonnadellaneveadro.it\/home\/wp-json\/wp\/v2\/pages"}],"about":[{"href":"https:\/\/madonnadellaneveadro.it\/home\/wp-json\/wp\/v2\/types\/page"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/madonnadellaneveadro.it\/home\/wp-json\/wp\/v2\/users\/12"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/madonnadellaneveadro.it\/home\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=14611"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/madonnadellaneveadro.it\/home\/wp-json\/wp\/v2\/pages\/14611\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/madonnadellaneveadro.it\/home\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=14611"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}